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da Palermo una testimonianza di malasanità animale

VINCENZO

Vincenzo, per quanto strano possa sembrare, era il nome del mio bellissimo e piccolissimo batuffolo grigio che pensava di essere un gatto. Sono trascorsi 10 mesi da quando lui non è più con noi e adesso per le stanze della nostra casa scorazzano i suoi due "fratellini", ma il ricordo di lui non mi abbandona mai e la convinzione che forse qualcosa si poteva fare...Vincenzo è arrivato da noi giorno 9 settembre... aveva 45 giorni. Era un regalo per mio marito. Tutti si sono affezionati subito a lui, e tutti sono stati colpiti dal suo carattere. Lui era speciale, davvero. La nonna lo chiamava "Topino" perché grigio e piccolo com'era con quei suoi dentini piccoli e aguzzi a volte sembrava proprio un piccolo topolino. Quando rientravo a casa, o la mattina mi alzavo per andare in cucina lo trovavo dietro la porta ad attendermi, ovunque andavo lui era con me.L'ho portato dal veterinario fin dal primo giorno ed è sempre stato seguito. Ha fatto il primo vaccino trivalente e il richiamo, e a fine ottobre ha fatto il vaccino contro la leucemia felina - era un mercoledì. Il sabato mattina lo vedo un po' giù e decido di portarlo dal veterinario. Una coda interminabile. Penso che sia solo influenzato e torno a casa. Domenica sembrava tornato come prima. Lunedì invece la ricaduta. Di sera non vuole mangiare, mio marito torna dal lavoro e lui non si muove dal portapiatti di vimini che usa a mo' di cuccia. L'indomani cerco di tentarlo con il formaggino ma niente, così lo porto dal veterinario che dopo avergli misurato la temperatura diagnostica uno stato influenzale e gli somministra una dose di antibiotico e mi congeda spiegandomi che se entro tre giorni non ci fossero stati miglioramenti lo avrei dovuto riportare. La sera non mangia e sta insieme a noi in salone, sotto il tavolinetto, mentre guardiamo la tv. Andiamo a letto. Lascio la porta del corridoio aperta. Alle 4 del mattino vengo svegliata dai suoi lamenti... apro la porta della stanza da letto e me lo trovo lì davanti... era irriconoscibile.... la parte posteriore del corpo era gonfissima, sembrava una pera... telefono allo studio veterinario, ma la segreteria telefonica che comunica il numero del veterinario reperibile di notte non era stata inserita... Chiamo mia zia che mi fornisce il numero di un veterinario che aveva salvato in extremis in suo gatto andato in coma diabetico. Lo portiamo al suo studio - e siamo alle 6 - gli fa una radiografia da cui pare ci sia un'ernia diaframmatica dovuta a una caduta, oltre ad uno stato di ipotermia... Lo lasciamo sotto osservazione e a mezzogiorno passiamo a prenderlo... Dagli esami del sangue la creatinina è a 8.2: insufficienza renale, il gatto è pieno di liquido. Lo porto dal veterinario che l'aveva seguito fin dall'inizio e lì gli somministrano cortisone e lo tengono con la maschera per l'ossigeno. La sera torniamo tutti a casa. Quella per me è stata la notte più lunga della mia vita. Quando arrivavo a casa io dicevo sempre "Amore mio, amore mio, amore mio" e lui mi correva incontro, e quella sera, con quel poco di forze che restavano è strisciato verso di me e io l'ho preso come un miglioramento, anche perché aveva fatto una goccina di pipì... Ho dormito, se così si può dire, per terra, lui accanto a me, e io con la mano gli reggevo la testina per aiutarlo a respirare. Alle 8, quando vedo che sta soffrendo troppo, chiamo il medico reperibile che mi dice che data l'ora, mi conviene ormai andare allo studio all'orario di apertura, alle 9, perché tanto lui non avrebbe potuto fare prima. Alle 9 ero lì, ma non c'era nessuno... 15 minuti di ritardo. Lo lascio lì, e sono dovuta andar via perché avevo un appuntamento con colleghi e docenti e non potevo mancare. Verso le 11 telefono "Forse è meglio se vieni, non so se Vincenzo supera la mattina". Corro piangendo e chiamo mio marito "Sta morendo". Arriviamo tutti in contemporanea, io, lui, mia mamma, sua mamma... Era già morto! Era stanco di lottare! L'ho voluto vedere, era steso sul tavolo operatorio, finalmente sereno, con il pancino e la zampina depilati. Qualcuno dei medici chiede "Avete pensato a dove seppellirlo?" "No" e lui risponde freddamente "Sono cose a cui si deve pensare".... Potevo mai credere che a tre mesi e mezzo il mio gatto sarebbe morto?? Che stolta... non ho pensato alla sepoltura. Sebbene la legge lo vieti, il mio Vincenzo è stato messo in una scatola e sepolto in un nostro terreno.

lettera firmata