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Cane muore dopo un intervento

il veterinario dovrà risarcire

Garze lasciate nell’intestino, secondo il giudice esiste il nesso causale tra l’operato

del professionista e il decesso di Trinity, un meticcio di labrador

BRINDISI - Un veterinario brindisino è stato condannato dal giudice di pace di Brindisi a risarcire la padrona di un cane morto per una serie di complicazioni in seguito ad un intervento chirurgico. Dall’autopsia è emerso che nell’intestino del cane, un meticcio di labrador di nome Trinity, c’erano delle garze. Per il giudice è possibile individuare un nesso causale tra l’operato del professionista e la morte del cane, viste le possibilità «apprezzabili» di successo dell’intervento di chirurgia all’apparato genitale.

Quasi duemila euro

La padrona di Trinity dovrà essere risarcita con 1.263 euro a titolo di danno patrimoniale per le spese sostenute nell’ospedale in cui il cane era stato successivamente ricoverato, più ulteriori 500 euro a titolo di danno non patrimoniale per la perdita del cane.

da Il Corriere del Mezzogiorno del 27/11/2015

commento di Arca 2000: aumentano i casi di malasanità animale portati in tribunale e le sentenze favorevoli agli animali danneggiati o deceduti per responsabilità veterinarie. Certo è assurdo che la morte di un animale sia risarcita con sole 500 euro, il valore affettivo non ha prezzo. Si tratta quindi più di una vittoria morale e di principio. Il principio è che i veterinari se sbagliano devono risponderne come i medici delle persone umane. La vittoria morale è nel mortificare l'arroganza di chi crede di poterla fare sempre franca. Sicuramente lo smacco per i veterinari condannati è più a livello professionale che economico tanto più che ci sono le assicurazioni a pagare. Chi fa causa, in fondo, ha diritto soprattutto alla verità, alla giustizia e al rispetto per il proprio sentimento di amore per il suo animale e per la vita dell'animale in quanto tale.

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