San Benedetto del Tronto (Ap)

"L'agghiacciante odissea di Panna" per non dimenticare mai...

vittima della malasanità animale, alla sua memoria è dedicata l'associazione "Arca 2000"

"La sua dolcezza e il suo infinito amore ci è stato brutalmente tolto da un ammasso di negligenze, omissioni e superficialità veterinarie...."


STORIA DI ORDINARIA INCIVILTA' UMANA :

zero sensibilità per gli animali da parte di chi li cura

Era un angelo vero, venti centimetri di infinita tenerezza "un pezzo di paradiso in terra". 13 anni insieme, allevata e amata come una figlia si è spenta per una infezione all'utero (piometra) liquidata con una diagnosi superficiale e affrettata come colica epatica.

La sua storia è la dimostrazione che non tutti i veterinari fanno questo lavoro per amore degli animali. Non era "solo un cane" come "alcuni discutibili veterinari" (con la "v" piccola) indegni di tale titolo, considerano i loro pazienti; era il nostro affetto più grande, amore allo stato puro, innocenza e beltà: un pezzo di paradiso in terra.Se avesse ricevuto cure giuste e tempestive probabilmente sarebbe ancora con noi.

L'abbiamo portata in tempo dal veterinario alle prime avvisaglie del male (un'infezione uterina) al primo conato di vomito, per ben due volte nell'arco della giornata.

Ogni volta non fu adeguatamente visitata, né fu data importanza al suo stato di calore e ai dolori che squassavano il ventre.

"Colica epatica"- questa fu la sbrigativa diagnosi con somministrazione disastrosa di cortisone.

La notte peggiorò, andò in setticemia con dolori, vomito e convulsioni! Non trovammo nemmeno un veterinario che la soccorresse! Uno ci rispose: "Non sto ai vostri capricci! Non siete nemmeno miei clienti!"

Ogni commento è superfluo! "Persone" del genere non dovrebbero nemmeno fregiarsi di quel titolo di "dottor" di cui non sono degne. "Persone" del genere, non dovrebbero guardare un animale nemmeno da lontano.E invece, fanno i "dottori veterinari".

Dopo una notte da incubo, fu eseguita finalmente la radiografia (ahimé troppo tardi) che mise in evidenza l'infezione uterina!

Un inutile accanimento terapeutico ha prolungato la sua sofferenza, sarebbe bastato agire in tempo: operare per togliere l'organo infetto, somministrare almeno un antibiotico quel primo giorno di dolori e vomito e la nostra Panna sarebbe ancora tra noi o perlomeno si sarebbe provato a salvarla, avremmo visto almeno un po' di attenzione.

Invece, nemmeno la morte hanno voluto constatare: "Il cane non l'ho mai visto.....non rompete i cogl...." - ci fu risposto. Le analisi effettuate seppur richieste, non sono mai state restituite.

E' bene notare che anche in questo caso come in molti altri di malsanità animale, l'ordine veterinario di competenza a cui è stato inviato un esposto, non ha erogato alcuna sanzione disciplinare, malgrado il mancato rilascio delle tardive analisi effettuate (regolarmente pagate). Questo a riprova che un semplice codice deontologico (violato impunemente) non basta a reprimere e controllare l'operato veterinario di chi agisce nello sprezzo delle regole e senza alcun etica professionale.

Una vergognosa storia di negligenze e omissioni, che deve far riflettere dal momento che nella cura dei nostri amici a quattro zampe viene meno quella "media diligenza" del buon padre di famiglia in casi di routine che è sancita non solo da un codice etico professionale, ma anche da quello civile della legge umana.

Un amore inestimabile e insostituibile, reciso dall'indifferenza, la leggerezza e l'arroganza, di chi ha perso completamente il senso della vita e della professione.

Il peggior peccato che non conosce perdono.

la sua famiglia umana