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Il Centro - 12 Agosto 2006

Gli animalisti rivelano il responso dell'autopsia

"Il cane Sebastiano morto per le percosse" 

L'Aquila. L'esame necroscopico effettuato all'istituto zooprofilattico di Teramo parla chiaro: Sebastiano, cane randagio morto alla fine dello scorso mese dopo la cattura del servizio veterinario della Asl dell'Aquila, avrebbe subìto violente percosse prima del decesso.

E già i risultati delle analisi hanno ridestato l'attenzione delle associazioni animaliste. Animalisti Italiani, Lega anti-vivisezione, LeAL e Lega Nazionale per la Difesa del Cane, hanno chiesto al sindaco, al prefetto, alla presidente della Provincia, al presidente della Regione Abruzzo e all'Ordine dei Medici Veterinari dell'Aquila che "sia avviata in tempi brevi un'inchiesta ufficiale che chiarisca la dinamica dei fatti".

Sebastiano era un incrocio di pastore abruzzese che spesso stazionava nella zona della Villa comunale. Lo scorso 31 agosto è stato catturato dal servizio veterinario della Asl "solo per aver infastidito una cagnetta padronale in calore", spiegano le associazioni animaliste, e poco dopo è morto. "Dalla visione del referto si evince la presenza di ferite all'asse del collo, lesioni multiple, vasti versamenti emorragici di presumibile natura traumatica e una grave emorragia interna", continuano gli animalisti "che palesano un ragionevole dubbio sul trattamento a cui è stato sottoposto il cane nelle fasi di cattura".

"Il dato, ormai certo" commentano le associazioni "è che la povera bestia, in perfetta salute, docile e amico di tutti, è transitata dal marciapiede (dove dormiva inerme), al furgone della Asl Veterinaria per ritrovarsi, infine, all'interno di un secchio della cella frigorifera della medesima struttura, annegato in una pozza di sangue, scavalcando, suo malgrado, tutte le tappe sancite dalla legge".In attesa di sporgere formale denuncia, le associazioni animaliste chiedono agli organi competenti maggiore chiarezza.

"Pretendiamo che una volta identificati i veterinari e i tecnici della Asl responsabili, siano messi in atto tutti i provvedimenti previsti dalla legge, anche il sollevamento dall'incarico ricoperto", affermano.

"Devono essere chiarite eventuali responsabilità della dirigenza del servizio veterinario, il cui operato è già oggetto di un procedimento penale in corso per episodi analoghi e predisposto un piano di controllo dell'emergenza randagismo che preveda una rinnovata e proficua collaborazione fra associazioni animaliste ed enti preposti, attraverso l'istituzione di un tavolo di lavoro permanente sul randagismo".

Gli animalisti, pertanto, pretendono una risposta ufficiale dai vertici della Asl aquilana. (m.c.)