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"MALASANITA' ANIMALE"

In esame una legge per responsabilizzare i medici che non sono tenuti a mostrare cartelle cliniche.Centinaia di cani e gatti ogni anno muoiono o subiscono danni permanenti a causa di errori dei veterinari. Contemporaneamente, rispettive centinaia di "proprietari" di quegli animali, oltre al dolore per la perdita subita, si trovano nell'impossibilità di ottenere qualsiasi forma di risarcimento e addirittura di sapere esattamente le cause e le modalità dell'accaduto.Sì perché la regolamentazione della professione veterinaria, attualmente, prevede quasi nessun obbligo per i medici degli animali di render conto del proprio operato nei confronti dei pazienti che hanno in cura, nemmeno quello di conservare e consegnare la documentazione di analisi e terapie effettuate.Una proprietaria marchigiana di una vittima di malasanità animale, una barboncina morta di una malattia facilmente curabile ma non riconosciuta dal veterinario, dopo aver cercato di andare a fondo della questione e non aver potuto nemmeno ottenere la cartella clinica del suo cane, ha fondato nel 2002 un'associazione, Arca2000, la prima che si batte per i diritti dell'animale malato.«Di fronte ai rischi dei troppi errori dei medici veterinari», spiega Daniela Ballestra, «randagi e cani di famiglia sono uguali. Diagnosi e cure vengono svolte con superficialità sia nelle strutture pubbliche dell'Asl che gli studi privati perché per la legge gli animali non sono soggetti di diritto e di conseguenza curarli bene non è un obbligo».Lo si capisce, del resto, dal primo articolo del codice deontologico dei medici veterinari, che indica come finalità principale della professione non il benessere dell'animale, bensì la protezione dell'uomo dai pericoli derivanti dall'ambiente in cui vivano animali, dalle loro malattie e dal consumo di loro prodotti.Di conseguenza a questo, la cura degli animali domestici non è che finalità secondaria della pratica medica, nella quale i veterinari non sono obbligati a utilizzare tutte le risorse disponibili per migliorare la vita di chi gli viene affidato. Nei casi, numerosi per fortuna, in cui questo comunque accade, si è quindi di fronte al personale senso di responsabilità del medico e non a un dovere prescritto dalle legge. La normativa vigente, piuttosto, consente ai laureati di aprire studi privati anche senza aver conseguito nessuna specializzazione, non obbliga a disporre di macchinari per le diagnosi strumentali, non prevede luoghi di pronto soccorso aperti 24 ore (c'è solo qualche costoso centro avanzato privato nelle grandi città) né impone la reperibilità. Molti animali, di conseguenza, muoiono non solo perché finiscono nelle mani di un veterinario incompetente o superficiale ma anche, semplicemente, perché hanno la sfortuna di subire un incidente di notte o ammalarsi a Natale o a Capodanno, o perché si trovano in luoghi di vacanza dove non esistono ambulatori.«Tutto questo», spiega Ballestra, che ogni anno riceve una sessantina di segnalazioni di casi di malasanità, «è in contrasto con la funzione sociale che oggi rivestono gli animali domestici, membri delle famiglie a tutti gli effetti, depositari di un enorme bagaglio affettivo che dobbiamo far rispettare».L'impegno di Arca2000 ha portato a un proposta di legge che a giugno scorso è stata presentata dal deputato del Pdl Roberto Cassinelli e a fine gennaio assegnata alla Commissione Affari Sociali ed è ora in attesa di discussione:  prevede una regolamentazione della professione veterinaria e una reale tutela sanitaria che vada oltre i confini della specie umana.Al centro della proposta c'è innanzitutto la tracciabilità obbligatoria dell'operato del medico veterinario, che consenta di escludere negligenza e imperizia nel caso di errori che abbiano avuto conseguenze sulla salute dell'animale e permetta eventualmente ai proprietari di rivalersi in sede giudiziaria, l'applicazione di un codice deontologico che tenga conto in modo prioritario del benessere animale, l'introduzione del reato di omissione di soccorso di animali in quanto forma di maltrattamento, l'istituzione presso le Asl di tutti i Comuni di pronto soccorso pubblici con veterinari specializzati.

Laura Eduati

Fonte: www.liberazione.it

08/04/2010

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