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MALASANITA’ SUGLI ANIMALI, UN ALTRO DEI MALI ITALIANI

19 nov 03 – M. D’Amico  

A colloquio con Daniela Ballestra, presidente dell’associazione "Arca 2000" - onlus - protezione animali diritti dell'animale malato, ospite della puntata del 19 novembre 2003 della trasmissione "Cominciamo bene" Rai 3 condotta da Licia Colò

(http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2003/11/18/Spettacolo/Televisione/RAITRE-COMINCIAMO-BENE_144300.php)  

19 novembre 2003 - In Italia di malasanità si muore. Purtroppo sempre più spesso. I casi sono in continuo aumento ed è per questo che Daniela Ballestra, una caparbia ragazza di San Benedetto del Tronto, ha sentito la necessità di aprire un' associazione che si prefigge come obiettivo quello di diventare un punto di riferimento per tutti coloro che hanno subito la dolorosa perdita di un animale a causa di negligenza, arroganza, diagnosi sbagliate, operazioni inutili e dannose, omissioni di soccorso: in una parola, malasanità.

Perchè avete sentito la necessità di creare una associazione di questo tipo?

La necessità di creare un'associazione di questo tipo é nata dal frequente verificarsi di casi eclatanti di "malasanità animale" lamentati da cittadini proprietari di animali d'affezione di tutta Italia.

Assistiamo ad un' accresciuta sensibilità verso i diritti animali in generale, a cui purtroppo non fa seguito un'evoluzione legislativa e organizzativa sanitaria per la tutela del diritto alla vita e alla salute.

Quali sono gli episodi più frequenti di malasanità sugli animali? Ci sono dei dati in proposito?

Decessi evitabili causati da negligenze e diagnosi sbagliate, operazioni inutili e dannose, omissioni di soccorso, mancato rilascio dei referti e delle analisi cliniche, sono solo alcuni esempi di "malasanità animale".

Quali scopi vi prefiggete?

La nostra associazione si pone come punto d'incontro per le vittime della malasanità animale, offre consulenza legislativa sulle norme vigenti e informazioni sui diritti e doveri nel rapporto con le strutture veterinarie. Ci proponiamo di stilare una statistica reale e precisa sulla portata del problema per individuare le cause che spesso lo generano. A tal proposito sono importantissime la testimonianze dei proprietari degli animali, che invitiamo a contattarci per raccontare le loro storie, anche attraverso il nostro sito www.arca2000.it - email: arcanimali@tiscali.it

Quali iniziative avete in programma?

Tra le iniziative in svolgimento c'é una raccolta di firme per chiedere una legge che regolamenti la professione veterinaria supportata da un efficace codice deontologico. Ci sono delle carenze normative, infatti, che a nostro avviso, lasciano ampio spazio all' improvvisazione e alla impunibilità in caso di responsabilità professionale.I medici degli umani hanno molte leggi da rispettare, ci sono disposizioni che riguardano le refertazioni mediche, altre che obbligano alla compilazione, conservazione e rilascio delle cartelle cliniche. Per i veterinari non vi sono normative specifiche, esiste solo un codice deontologico che a nostro giudizio dovrebbe essere più efficace. In caso di decesso o danno dell'animale per responsabilità professionale, il proprietario non potrà nemmeno acquisire la necessaria documentazione clinica che gli permetta di avere delle prove e far valere i propri diritti in sede giudiziaria. Sembra che questo fenomeno sia solo italiano, infatti da una nostra ricerca é emerso che in Europa e negli Stati Uniti le strutture veterinarie sono soggette a norme giuridiche che obbligano a rilasciare i referti delle diagnosi e della analisi effettuate nonché le cartelle cliniche.

Vorremmo anche l'obbligo di reperibilità in orario notturno e festivo e che il reato di "omissione di soccorso" sia esteso anche agli animali.

Sappiamo che state raccogliendo delle firme. Cosa chiedete in concreto?

Per quanto premesso é importante che il Ministro della Sanità, proponga delle specifiche norme di legge che obblighino alla conservazione e al rilascio delle cartelle cliniche di ogni animale in cura, che vi sia l'obbligo di una reperibilità costante notturna e festiva del veterinario curante, che vi sia una specializzazione obbligatoria (come per i medici umani) per chi vuole aprire una struttura veterinaria, che vi siano requisiti di strumentazione minima in ogni ambulatorio (ecografico, radiologico e una camera sterile per le operazioni). Che siano istituiti dei pronto soccorsi veterinari in ogni distretto sanitario.

Che tipo di risposta avete avuto dal mondo politico rispetto alla nascita della vostra associazione?

Non c'é stata alcuna attenzione particolare alla nostra associazione, ma ci é giunta notizia di una interrogazione parlamentare in merito al problema della malasanità animale.

E che cosa chiedete, invece, ai veterinari italiani?

Ai veterinari italiani chiediamo di non dimenticare il valore affettivo che hanno i nostri animali. Di non dimenticare mai il valore della loro vita che é unica e irripetibile e d'impegnarsi a salvaguardarla con tutti i mezzi che le proprie conoscenze mettono a disposizione.

Comunque, come sempre in questi casi, è importante non fare di tutta l'erba un fascio?

E' chiaro che non abbiamo alcuna intenzione di attaccare i veterinari, dal momento che non si può screditare l'intera categoria per l'operato discutibile di qualche suo rappresentante. L'osservazione di norme specifiche, limiterebbe il fenomeno crescente e incontrollato della malasanità animale.Siamo convinti che le nostre proposte andrebbero a migliorare la qualità professionale della categoria, per il benessere dei nostri amici animali.

Che tipo di risposta avete avuto dai cittadini, anche attraverso le testimonianze che giungono al vostro sito?

I cittadini ci incoraggiano e supportano, abbiamo ricevuto messaggi di plauso e incoraggiamento da tutta Italia, la nostra iniziativa é stata condivisa da personalità del mondo politico e della cultura, la nostra petizione é stata sottoscritta da più di mille persone in meno di tre mesi, ma l'incoraggiamento più forte é venuto da tutti i piccoli amici a quattro zampe,vittime della malasanità animale, abbiamo un dovere morale verso di loro, e dobbiamo garantire una lunga vita su questa terra a tutti gli altri che sono ancora con noi e ci scodinzolano felici.