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DANNO ESISTENZIALE

DANNO DA MORTE DEL CANE: È RISARCIBILE IL DANNO NON PATRIMONIALE

Tribunale di Rovereto, 18 ottobre 2009

* L’introduzione, effettuata con legge 11 luglio 2004, n. 189 di specifiche norme all’interno del codice penale, (ci si riferisce agli artt. 544 da bis a sexies c.p.), volte a sanzionare i c.d. delitti contro il sentimento per gli animali, con le quali vengono punite, quali forme di reato, le condotte di coloro che, con crudeltà o senza necessità, maltrattino o cagionino la morte di animali, confermano la risarcibilità, ai sensi della mai contestata dicotomia fra art. 2059 c.c. e art. 185 c.p.c., del danno non patrimoniale patito dal soggetto legato da rapporto di affezione all’animale sottoposto ai detti maltrattamenti.

* Poiché le Sezioni Unite hanno attribuito rilevanza ai soli danni aventi ad oggetto la lesione di un diritto costituzionalmente garantito, occorre individuare, all’interno della nostra Carta costituzionale, copertura legale alla tutela di tale pregiudizio.

* Sotto tal profilo occorre premettere che la Legge 14 agosto 1991, n. 281, c.d. Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo, ha precisato che “Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l'ambiente”. (art.1).

* Lo Stato è, cioè, consapevole del legame che si instaura fra l’animale ed il suo padrone, rapporto che non può essere limitato al solo profilo affettivo fra proprietario e bene ed è consapevole del fatto che in detto rapporto si inserisce una di quelle attività realizzatrici della persona che la stessa carta Costituzionale, all’art. 2, tutela.

* Pertanto, la tutela dell’animale di affezione, ad avviso di chi scrive, deve ritenersi dotata di un valore sociale tale da elevarla al rango di diritto inviolabile, ex art. 2 Cost..

* La tutela risarcitoria degli attori, peraltro, deve essere accordata anche sotto diverso angolo visuale, legato alla riconducibilità della ipotesi di danno in esame all’inadempimento contrattuale posto in essere.

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