Nessun aiuto per la cornacchia orfana.

Ho abitato per molti anni in una casa in campagna circondata da ettari di pioppi destinati al taglio. Nel periodo di maggior vigore di questi alberi( per molti solo fonte di reddito e alquanto insignificante come pianta) una moltitudine di svariati uccelli avevano trovato rifugio e la possibilità di costruire un nido, tra cui una coppia di comunissime cornacchie. Tutti i giorni facevo una passeggiata ,con tutti i miei numerosi animali, in mezzo alla boscaglia, letteralmente catturata da questo mondo, e spiavo con discrezione tutti i loro corteggiamenti, il lavoro scrupoloso (direi da ingegneri specializzati)nel costruire il nido e la loro instancabile dedizione alla cova. Un giorno, mi accorsi che dal nido delle cornacchie spuntavano ben 4 codine nere. Che gioia.!!! Mi recavo anche due volte al giorno sotto il nido per controllare se tutto procedeva bene, ma le cornacchie sono capaci di essere genitori stupendi e non hanno certo bisogno dell'uomo. Un giorno però, un gruppo di tecnici, nel monitorare i pioppi e controllare se erano pronti per il taglio hanno disturbato, e dal nido è caduto un piccolo. La disperazione dei genitori è stata tale che da dentro casa e da circa mezzo chilometro di distanza ho avvertito gli schiamazzi insoliti e sono subito corsa a vedere. Ai piedi del pioppo c'era un piccolo con ancora le penne dentro la cera, non sembrava ferito gravemente, perché per fortuna sua, era caduto su un letto di erba secca ma era caduto puntando il becco che ancora tenero si era accartocciato a fisarmonica. Prima di toccarlo, per non compromettere qualcosa,sono corsa a telefonare all'ente per la protezione di questi animali per sapere come mi dovevo comportare . Purtroppo la responsabile dell'ente mi ha detto che da parte dei genitori era impossibile il recupero del piccolo perché il nido si trovava a oltre 15 metri di altezza e altrettanto impossibile per me rimetterlo nel nido. Così, seguendo scrupolosamente le poche indicazioni che mi erano state concesse, raccolsi il piccolo e incominciai a curarmi di lui. Non sapevo assolutamente nulla di cornacchie. Quindi non vi dico quante telefonate ho dovuto fare per strappare qualche indicazione più precisa riguardo a come nutrirlo e per non compromettere la sua crescita in un momento così delicato come quello di un nidiaceo. Volevo a tutti costi tentare di salvarlo, visto che non era stata la natura con la sua selezione a metterlo in quella situazione , ma era stata colpa dell'uomo e così mi sentivo in dovere di fare il possibile affinché tornasse a volare nel suo ambiente naturale, poco distante da casa mia e forse chissà a inserirsi nella sua famiglia d'origine. Chiedevo spesso di poter parlare con un veterinario che periodicamente fanno servizio presso questi enti, ma si è sempre negato.

La loro risposta era sempre quella di portare il piccolo presso la loro sede. Io mi trovavo a oltre 40 Km di distanza senza macchina, e impossibilitata a recarmi presso di loro e in tanto passavano i giorni e capivo che quello che stavo facendo anche se con il massimo impegno non era sufficiente. Cercai dei libri sulle cornacchie , nulla o quasi, non importa a nessuno di questi animali anzi in alcune zone ci sono persino programmi da abbattimento perché dicono che possono creare danno ai raccolti. Così mi venne la bella idea di telefonare a una clinica veterinaria famosa della zona per chiedere consiglio. Fortuna, nella clinica c'era proprio un reparto specializzato in uccelli selvatici. E dopo diversi tentativi riuscii a parlare per telefono con il responsabile ( o primario del reparto di aviaria specializzato in uccelli selvatici). Sicura così di aver finalmente trovato un medico competente gli raccontai per filo per segno tutto quanto e i problemi che presentava la piccola cornacchia (erano già passati quindi giorni) e lo riempii di domande. La risposta fu gelida : "Io non le dico un bel niente, lei non è autorizzata a salvare nessuno perché lei sta parlando di un animale selvatico di proprietà dello stato , c'è una associazione specifica autorizzata a questo, deve portare subito l'animale presso l'associazione; e alla mia replica che ero impossibilitata e che loro non facevano il servizio di ritiro a domicilio, e quindi mi occorrevano consigli medici per evitare danni irreparabili alla cornacchia lui continuava con tono alquanto maleducato ,arrogante e offensivo, che non mi avrebbe detto nulla e neanche il titolo di un libro, perché persone come me erano responsabili di fatti come le cornacchie che disturbano i bambini nei parchi, e per di più poteva anche denunciarmi in quanto io stavo violando la legge che prevede oltre due milioni di lire di multa per detenzione di animali selvatici .Non mi vergogno a dirvi che quando ho messo giù la cornetta mi è venuto quasi da piangere da quanto mi sono sentita offesa, mortificata, trattata come una delinquente e senza indicazioni per aiutare la cornacchia. Ho poi trovato un medico con vedute ampiamente diverse che mi ha aiutatoe mi ha illuminato su come vanno queste cose. Il medico con la "m "minuscolacon cui ho parlato oltre a essere una persona cafona di suo era anche quel veterinario, ( con la "v" minuscola ), che tanto si faceva negare presso l"associazione da me contattata svariate volte. Quel medico (con la "m" minuscola) all"epoca era il referente della associazionee preoccupato esclusivamente di esercitare il suo potere, non solo ne avevaabusato, ma aveva dimenticato totalmente il suo dovere che era quello di medico e quindi di curare e salvare un essere vivente, oltre che alla normale cortesia, che si addice a un medico per di più blasonato.Ah dimenticavo, una cornacchia era sicuramente per questo medico un essere di secondoordine che se fosse finito tra le sue mani sarebbe diventato probabilmente pasto per qualche uccello più apprezzato come un rapace . Curare e liberare un rapace dà sicuramente più lustro al medico che una insignificante cornacchia Oggi la cornacchia si chiama Chicca, fa parte della mia famiglia, vive insieme ai noi , si fa rispettare da tutti gli animali di casa , non ha mai conosciuto una gabbia, ma purtroppo nonostante le cure impegnative e continue durate 4 mesi. non è riuscita a volare si appoggia a stento sulle zampe molto deboli e tutto questo grazie a qualcuno che ha deciso per lei.Questa piccola storia è rivelatrice di come la professione medica veterinaria è impostata il potere innanzi tutto. Calpestando così il rispetto della vita qualsiasi aspetto essa abbia.Nessuno è padrone di nessuno.La professione medica si distingue da qualsiasialtra professione e quindi deve essere esercitata da persone speciali che abbiano innati certi valori. Molti veterinari hanno sbagliato mestiere.

 

Grazie dell'attenzione da Marianna e gli Animali

 

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