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COCO'

da Paola dalla provincia di Venezia, riceviamo e pubblichiamo la storia di malasanità animale della piccola e dolce COCO'

Il giorno lunedì 24 maggio 2010 alle ore 21.00 la mia cagnolina Cocò veniva aggredita al collo da una cagna Kerry blue terrier, sempre di mia proprietà. Inizialmente viene trasportata presso l’ambulatorio veterinario di mia fiducia, per un primo pronto soccorso e con relative radiografie dato che la cagnolina era completamene immobile; il risultato di queste indagini davano una sospetta lesione della colonna vertebrale con conseguente lesione del midollo spinale. L’ambulatorio del dottor (-) visto il caso particolare consigliava di contattare il dottor (-) specialista neurochirurgo-ortopedico. Cosciente della gravità della schiena di Cocò mi metto a disposizione del suddetto veterinario che dopo aver visionato le radiografie e visitato la cagnolina, mi richiedeva una risonanza magnetica che avrei dovuto fare presso altro ambulatorio.

Il martedì 25 al mattino mi dirigo con la cagnolina, ad eseguire la risonanza. Cocò viene sottoposta a tutte le visite del caso, quale cuore, polmoni, esami del sangue per capire se idonea a sopportare una anestesia di circa 4 ore (tempo previsto per l’esecuzione della risonanza magnetica); Cocò risulta idonea, quindi le viene fatta l’anestesia e di conseguenza anche la risonanza (costo della risonanza euro 700,00 come da fattura). Il risultato conferma la prima diagnosi radiografica e precisamente “trauma spinale acuto con contusione midollare conseguente a sublussazione e frattura vertebrale ecc.”. Cocò si risveglia bene dall’anestesia e viene trasferita direttamente presso una “Clinica veterinaria" unica nella zona ad avere un servizio di degenza 24/24

Il mercoledì 26 maggio al pomeriggio il dottor (-) esegue l’intervento di stabilizzazione vertebrale, intervento riuscito perfettamente e anche della sterilizzazione perché la cagna era gravida. A quel punto restava solo da capire nei giorni a seguire, neurologicamente la ripresa di Cocò. Il dottor (-) mi spiega che da quel momento in poi, chi si occuperà della cagnolina saranno i medici della clinica in particolare la dottoressa (-), perché il suo compito di neurochiurugo si limitava all’intervento. Io constato che la cagnolina ha un respiro anomalo, chiesi spiegazioni alla dottoressa , e lei con superficialità mi rispose che non sapeva il motivo reale se non per un post operatorio. Mi dicono che devo iniziare a dare da mangiare, e visto il forte legame tra me e la cagnolina, le prime pappe le mangia con molto appetito. Nella stessa visita la dottoressa mi dava nozioni sull’esito neurologico dell’intervento ma io notavo che durante la visita la cagnolina tremava vistosamente, e mi risposero che era dovuto alla febbre, e che  era abbastanza normale che ci fossero degli sbalzi di temperatura corporea. Ritorno il venerdì 28 giugno al pomeriggio, e noto a questo punto ancora evidenti problemi di respirazione, con dei rantoli e piccoli colpi di tosse; indico sempre  alla dottoressa, questa continua anomala respirazione, inoltre segnalo un gonfiore della pancia, questa mi risponde che in serata avrebbe controllato. Il dottor (-) che la seguiva neurologicamente, mi spiega che la cagnolina superata la fase post-operatoria, avrebbe dovuto essere trasferita presso una clinica di riabilitazione motoria , ed io acconsentii, nel frattempo, mentre la cagnolina era degente in clinica,  mi consigliò di iniziare una piccola riabilitazione alle zampe.Il sabato pomeriggio come ogni giorno, andai a trovare Cocò assieme al mio fidanzato, e notammo il persistere della cattiva respirazione e i continui tremori ; la dottoressa al sabato non c’era, quindi riferii al dottor (-) che Cocò respirava male, che aveva dei tremori, e che aveva una pancia veramente molto gonfia, il dottor (-) fece la prova di premere il ventre e la cagna molto dolorante iniziò con la pressione ad urinare, quindi mi disse che avrebbero iniziato subito a darle dei diuretici, supponendo che questi dolori e questa pancia gonfia, potesse essere urina ferma. La domenica 30 maggio andai con il mio fidanzato a trovare Cocò,  facendo la solita fisioterapia alle zampe, e con difficoltà riuscimmo a parlare con il medico di turno, visto, che la dottoressa anche alla domenica non c’era. Alle ore 18.00 quando uscimmo, abbiamo ribadito al medico di turno che la cagnolina non respirava bene, e lui disse che avrebbe fatto alla sera  una radiografia ai polmoni.Il lunedì 31 maggio  al mattino vengo chiamata dal dottor (-) dicendomi che la dottoressa rientrando dal fine settimana di riposo, aveva effettivamente trovato Cocò in non buone condizioni di respirazione; il lunedì si esegue una radiografia ai polmoni, e si evidenziava una sofferenza degli piccoli alveoli di uno dei due polmoni, e ci spiega che se non presa in tempo, la lesione polmonare sarebbe degenerata. Quindi il lunedì mattina, la dottoressa fece una prima aspirazione ai polmoni di 45 cc di aria, e mise Cocò sotto ossigeno. Il pomeriggio, arrivai alla clinica e subito venni avvisata che Cocò non stava bene, ed esattamente che si era riformata l’aria all’interno dei polmoni e in mattinata aveva dovuto asportare ulteriori 45cc d’aria; la dottoressa mi spiega che la cagnolina a quel punto, necessitava urgentemente di inserire un catetere di drenaggio dell’aria, da posizionare all’interno del polmone, che dopo 3 giorni sarebbe stato tolto e che solamente a quel punto avrebbero potuto capire se Cocò fosse sopravissuta o meno. Mi disse che questa toracocentesi, era l’unica possibilità, che non si poteva operare, ed asportare la parte lesionata del polmone,Il martedì sera lasciai alla clinica 500 euro di acconto per le spese veterinarie sino ad ora prestate.  Uscendo dalla clinica, contattai immediatamente il dottor (-) dicendogli che ad istinto non mi fidavo dell’operato della dottoressa , che avrei voluto portare la cagnolina altrove a fare delle indagini più accurate,  il dottor (-) mi rispose che quella clinica era il meglio per Cocò e di fidarmi.

Ugualmente non fidandomi,  alle ore 19.30 di martedì 1 giugno, contattai la clinica San Marco di Padova , e subito mi illustrarono che esistono più esami quale l’endoscopia, l’ecografia, o la tac, che permettono di capire esattamene il tipo di lesione polmonare e mi consigliano di portare urgentemente Cocò per sottoporla a queste indagini, iniziando con una  TAC, in modo da localizzare la zona e il tipo di lesione del polmone; mi accordai di portare Cocò presso la clinica San Marco il mercoledì mattina anche se festivo,  e mi spiegarono che in funzione del risultato della tac o delle altre indagine sopra descritte, si poteva valutare come e dove poter intervenire, con la possibilità di un eventuale asportazione della parte di polmone leso.  Ovviamente  accettai e confermai la tac e alle ore 20.00 rimasi in attesa della chiamata della dottoressa come indicatomi, per comunicarle la mia decisione di trasferire Cocò in un centro più attrezzato. Mi chiamò alle ore 20.20 e mi disse che Cocò aveva i polmoni deboli, io non lascia neanche parlare la dottoressa , e le dissi che volevo assolutamente fare una Tac e non capivo perché lei non me l’aveva neanche mai proposta, e a quel punto la mi disse che era troppo tardi per fare una tac, perché COCO’  ERA MORTA con una emorragia perforando il polmone (in seguito, il dottor (-) mi comunicò che la toracocentesi fu eseguita dal dott. (-) assieme alla dottoressa); oltre a constatarmi la morte della cagnolina, precisò con molto evidenza, che il sangue dell’emorragia era sangue coaugulato quindi  sangue vecchio e che la cagnolina era morta perché c’era del sangue già molto coagulato da giorni e giorni e non sangue fresco.La dottoressa due giorni dopo, ed esattamente il giorno 3 giugno , telefonicamente mi raccontò che non mi disse niente, cioè dell’aspirazione di sangue del martedì mattino,  perchè i medici non devono dire tutto ai clienti e che ci sono delle cose che non possono dire!! Il giorno 3 giugno pagai alla clinica un saldo di euro 1.799,99 euro come da fattura. In fine, portato Cocò a fare una autopsia all’Istituto Zooprofilattico di Bologna, e dall’autopsia  risulta che Cocò aveva una evidente presenza di abbondante sangue non coaugulato in cavità pleurica destra.

 

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