Nessuno lo aiuta, il cane gli muore tra le braccia

Da " La Provincia" di Sondrio del 5 ott.2003

 

CASTIGLIONE D'INTELVI

Non é stata una semplice odissea di un vacanziere ma qualcosa di più, una storia di affetto e di sofferenza, quella capitata a Paolo Voci, residente in paese e partito dalla Valle d'Intelvi nella prima settimana di settembre per raggiungere con la famiglia, cane e gatto inclusi, l'sola e il mare di Pantelleria. Mi sono imbarcato da Genova e ho raggiunto Palermo senza problemi - spiega Voci -; dopo essere arrivati a Trapani la nave che ci doveva portare sull'isola é rimasta nel porto a causa delle cattive condizioni del mare che non hanno consentito la traversata. Rifiutati da tutti gli alberghida noi contattati a causa degli animali che avevamo con noi, abbiamo deciso di trascorrere la notte in auto senza nessuna assistenza da parte della compagnia di navigazione. La mia protesta - continua Voci -nasce non per i disagi che ha patito tutta la mia famiglia, ma per tutto quello che ha passato Bebi, la mia cagnolina, una bastardina di 15 anni che nella nottata ha iniziato ad avere forti emorragie, alla fine risultate mortali. Bebi non si reggeva in piedi - prosegue Voci -, vomitava continuamente e con l'aiuto di carabinieri, polizia e vigili urbani, che tra l'altro ringrazio per la loro sensibilità, abbiamo chiesto aiuto al servizio veterinario; ma i sanitari, interpellati dopo svariati tentativi, si sono rifiutati perché essendo in organico alla Asl non possono intervenire su animali privati. La guardia veterinaria, evidentemente, non esiste. Per convincerli ho fatto sentire attraverso la cornetta i lamenti e le atroci sofferenze di Bebi; ma per questa povera bestiolina abbiamo raccolto soltanto rifiuti. Dopo ore di angoscia, attraverso il servizio di ricerca 4040, sono riuscito a contattare un veterinario che si trovava a 40 chilometri da Trapani, che mi ha fornito tutta l'assistenza richiesta, e al quale va la mia riconoscenza. Il veterinario dopo aver visitato Bebi non ha potuto fare altro che sopprimere la cagnolina, poiché le sue condizioni erano irreversibili. Così, alle 4,40 dell'11 settembre, Bebi é spirata con la testolina tra le mie mani, guardandomi negli occhi, circondata dal nostro affetto. È un fatto inaccettabile questo raccontato, anche se accaduto a un animale. Non dico che in ogni città vi debba essere un centro clinico attrezzato di pronto intervento; ma se viene supplicata una visita d'urgenza non si può opporre un rifiuto perché essendo in organico alla Asl non possono intervenire su animali privati. La guardia veterinaria, evidentemente, non esiste. Per convincerli ho fatto sentire attraverso la cornetta i lamenti e le atroci sofferenze di Bebi; ma per questa povera bestiolina abbiamo raccolto soltanto rifiuti. Dopo ore di angoscia, attraverso il servizio di ricerca 4040, sono riuscito a contattare un veterinario che si trovava a 40 chilometri da Trapani, che mi ha fornito tutta l'assistenza richiesta, e al quale va la mia riconoscenza. Il veterinario dopo aver visitato Bebi non ha potuto fare altro che sopprimere la cagnolina, poiché le sue condizioni erano irreversibili. Così, alle 4,40 dell'11 settembre, Bebi é spirata con la testolina tra le mie mani, guardandomi negli occhi, circondata dal nostro affetto. È un fatto inaccettabile questo raccontato, anche se accaduto a un animale. Non dico che in ogni città vi debba essere un centro clinico attrezzato di pronto intervento; ma se viene supplicata una visita d'urgenza non si può opporre un rifiuto che, per quanto legittimo possa essere, resta inumano e incomprensibile per chi soffre, per chi ha lanciato un grido di aiuto, anche se a invocarlo era soltanto un cane.

Francesco Aita

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